Sull’EMA: mezze bugie e qualche verità

Da qualche tempo si sente parlare della candidatura di Milano a sede dell’EMA (l’Agenzia Europea per i Medicinali), attualmente insediata a Londra ed in procinto di traslocare in altra città europea  a seguito dell’uscita dell’Inghilterra dalla Unione Europea – e che Città Studi possa esserne la sede.

Grandi e forti interessi ruotano intorno a questa operazione e per questo motivo l’Italia, in particolare Milano, cercano di  accaparrarsi la nomina. EMA infatti significa ricchezza: un budget annuale di 300 milioni, 900 dipendenti, 65.000 visitatori e circa 500 meeting ogni anno.

Il grande sponsor dell’EMA a Milano sembra essere principalmente il governatore Maroni, spalleggiato dal sindaco Sala, i quali insieme hanno scritto l’11 gennaio 2017 una lettera al premier Gentiloni per sollecitare “una forte azione politica per portare a casa l’Ema”. Ma quali sono le reali possibilità della candidatura Italiana?

Se leggiamo la stampa internazionale, troviamo che i tre argomenti razionali a favore della scelta di Milano sono i seguenti:

  1. L’Italia è al secondo posto in Europa per produzione farmaceutica, e promette di diventare la prima nel medio periodo. Attualmente però è la Germania a occupare il primo posto: i dati sono consultabili qui
  2. La vicinanza con EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) che si trova a Parma potrebbe consentire delle utili sinergie. In sintesi questo argomento si richiama al sistema USA, in cui farmaci e alimenti sono controllati dallo stesso ente come spiegato qui  Efsa and Ema in Italy: towards a “European FDA”?. A nostro parere però , la localizzazione delle due Agenzie non sembra essere stata finora un elemento essenziale, visto che si trovano attualmente a circa 1400 km di distanza l’una dall’altra.
  3. Oltre alla produzione farmaceutica sopra citata, un altro dato importante per EMA è la quantità di ricerca farmaceutica, ovvero il numero di articoli prodotti. Un sito molto interessante che fornisce dati in merito è il seguente: tolto il Regno Unito, siamo terzi dietro Germania e Francia. Una rappresentazione grafica della classifica delle aziende che investono di più nella ricerca si può consultare qui: nessuna di queste aziende purtroppo è italiana.

Altre considerazioni di natura politico/ lobbistica, che ci sembrano interessanti sono le seguenti:

  • innanzitutto, l’EMA non è “obbligata” a spostarsi. Non esiste alcuna disposizione giuridica che imponga che la sede sia localizzata nel territorio dell’Unione. Qualcuno potrebbe premere perché rimanga a Londra.
  • In secondo luogo, nessuna delle grandi multinazionali che possano influenzare la scelta col loro peso lobbistico è italiana. Quando EMA si stabilì a Londra a metà degli anni ’90, le prime 5 multinazionali farmaceutiche mondiali avevano base in USA (2), UK (2) e Svizzera. Attualmente le prime cinque sono: USA (2), Svizzera, Francia, Regno Unito.
  • Se analizziamo la classifica delle prime 50, troviamo 5 tedesche, 2 danesi, 2 Benelux, una francese e una italiana. Tutti i dati sono qui. Noi italiani siamo all’avanguardia nel mondo farmaceutico, ma senza dubbio la Germania ci precede da tutti i punti di vista. Inoltre, ci sembra che siamo molto deboli in termini di peso politico delle nostre aziende.

Continuando con il nostro excursus, abbiamo fatto una ricerca sul Web per accorgerci del gran parlare che fanno quotidiani, siti e agenzie stranieri e delle tante altre città candidate.

Conclusioni:

Dunque tutti vogliono EMA. Però secondo questa classifica del New York Times (anche facendo la ‘tara’ delle preferenze da parte di un giornale anglofono per le città anglofone) le possibilità per Milano sembrano essere davvero poche

Fortunatamente non la pensa così il sole 24 ore, che mette in campo così i propri argomenti (poco concreti per la verità)

Di certo ci sembra di poter dire che, con tutta questa agguerrita concorrenza, Il fatto che l’EMA possa addirittura sbarcare a Città Studi, sembra essere una di quelle boutade buona per le dichiarazioni di un giorno e utile solo ad alimentare su Facebook i post degli amici.

Se ne devono essere accorti anche dalle parti di Palazzo Marino: il ventaglio di possibilità si restringe a stabili dell’area di CityLife e di Porta Garibaldi

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1 Comment

  1. L’articolo su EMA è molto interessante. Probabilmente voi avete già mie informazioni. Comunque le riassumo : risiedo da sempre in Città S. dove mi sono laureato in chimica i.; poi ho lavorato 40 anni in Facoltà Agraria e nel CNR, dove ho fatto parte anche di organi centrali. In lab. mi sono interessato di biochimica veg.; a livello naz. ed europeo mi sono occupato attivamente di politica ed organizzazione della ricerca scientifica per i sistemi agro-ambientali. Ho scritto un libro per Il Mulino, “Agricoltura e Ricerca Scientifica” (esaurito).
    OGGI mi sto impegnando (ho un’agenda abbastanza lunga) per l’opposizione all’assurda iniziativa di “trasloco” di Univ.+Besta+Tumori. In sintesi propongo:
    1. creare il COORDINAMENTO DIFESA CITTA’ STUDI fra tutti i gruppi interessati.
    2. chiedere un REFERENDUM cittadino/Z3 in merito
    3. organizzare una presenza costante sui media e capillare nei quartieri di Z3.
    Attendo vs riscontro ed eventuale incontro.
    Ennio Galante
    galante.en@libero.it
    [scusate, sono allergico ai social net]

    Mi piace

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