Resoconto intervento a Palazzo Marino del 22 Marzo 2017

Resoconto del nostro intervento a Palazzo Marino del 22 marzo 2017, in occasione della riunione delle Commissioni Consiliari congiunte Urbanistica e Mobilità. In fondo all’articolo, alleghiamo il testo completo degli interventi e le nostre presentazioni.

Un intero quartiere si è risvegliato, accomunato da un forte sentimento di appartenenza e di identità, un autentico gruppo di cittadinanza attiva, praticamente una mobilitazione generale in zona 3!  […] Siamo qui in virtù del IV comma dell’art.118, che favorisce l’autonoma iniziativa di cittadini, singoli e associati per lo  svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà orizzontale. Agire per la tutela di un intero quartiere della città è sicuramente di interesse generale per tutta la collettività. […] Siamo qui per invitare tutti i “decisori”a tutti i ripensamenti del caso, ricordando che a volte un passo indietro non è necessariamente da intendersi come un segno di debolezza, bensì come un’illuminazione.

La scaletta degli interventi

  • Intervento di presentazione di Marina Romanò – Chi siamo? Perché siamo qui? Cosa chiediamo?
    • Marina presenta il gruppo e le sue finalità, illustrando i motivi che ci hanno portato ad accettare l’invito del comune a partecipare, elencando i risultati di partecipazione  raggiunti  fino ad oggi e motivando infine la nostra richiesta di ‘ripensamento’
  • Intervento di Valeria Di Cosmo – Città Studi: cifre di un problema
    • Valeria introduce il problema mostrando, in vari livelli di dettaglio, le aree impattate dal trasferimento, elencando le vie e gli edifici e introducendo il tema delle conseguenze che il trasferimento avrebbe su tali aree
  • Intervento di Carlo Alberto Mora – Città ed Università: quale rapporto?
    • Alberto propone la tesi centrale del nostro intervento: l’università non è più una torre d’avorio, non è solo la ‘fabbrica della conoscenza e del trasferimento tecnologico’ ma è anche una risorsa per lo sviluppo della città. Con l’ausilio di esempi reali e recenti di campus urbani (post-2000) in città europee, evidenziamo che il progetto del campus a Rho-Pero nasce già vecchio
  • Intervento di Silvia Malavasi: Un vuoto di programmazione urbanistica
    • Silvia ricostruisce la vicenza dal punto di vista del vuoto di programmazione urbanistica che la caratterizza e chiede conto dello stato del progetto di rinnovamento ‘Campus Sostenibile’ varato nel 2011 da Politecnico e Università Statale e -con l’avvento di Expo- del cambiamento di rotta dei soggetti che l’hanno promosso.
  • Intervento di chiusura Roberto Vanoli – Possibili rischi e scenari
    • Roberto esplicita le responsabilità della Regione Lombardia e il rischio di deriva immobiliare a cui il quartiere andrà incontro, denuncia l’atteggiamento attendista del Comune così diverso dall’attivismo dimostrato nel sostenere il progetto per il post-Expo. Esorta infine il Comune a compiere azioni formali presso Arexpo – per far valere gli interessi propri e del quartiere – e ad assumere il ruolo di guida del processo di trasformazione.

Le nostre domande

Abbiamo posto alcune domande alla Giunta e ai consiglieri di tutte le forze politiche presenti. Ci interessa in particolar modo ascoltare il parere dei consiglieri poichè per noi questa è stata la prima occasione nella quale ci è stato consentito di confrontarci con loro:

Domande poste da Valeria Di Cosmo

  1. Sono stati fatti studi sull’impatto che avrà lo svuotamento di Città Studi sull’area di Rubattino, da decenni in attesa di riqualificazione ?
  2. Il Politecnico quale aree potrà eventualmente prendere? Che proporzione?

Domande poste da Carlo Alberto Mora

  1. Che ruolo vuole avere il Comune di Milano nella definizione dell’ecosistema della
    conoscenza nella città?
  2. Il Comune di Milano ha intenzione di dare impulso a reali processi di rigenerazione
    urbana o di delegare ai privati l’ennesima edificazione senza visione né scopo?
  3. E’ stato effettuato uno studio del rapporto costo/beneficio che un investimento di
    ampio respiro per creare una Smart Science City in Città Studi/Lambrate/Rubattino
    porterebbe?
  4. E’ stato chiesto agli studenti (gli imprenditori e gli scienziati di domani) quali siano le
    loro esigenze e che idea di città vorrebbero?

Domande poste da Roberto Vanoli

  1. Ritiene plausibile lo ‘scenario di rischio’ da noi prospettato, ovvero l’acquisizione
    delle aree da parte di un privato i cui interessi siano in conflitto con le volontà del
    Comune? Se no, può spiegare quali fatti la portano a prevedere esiti diversi?
  2. Alla luce di quanto esposto qui e negli interventi precedenti, ritiene di potersi fare
    carico in prima persona e per quanto le compete, di proporre una alternativa
    plausibile e competitiva all’Università Statale, affinchè ripensi in tutto o in parte il
    suo progetto di trasferimento?
  3. Ritiene che il Comune debba portare il tema di Città Studi all’attenzione dei soci
    di Arexpo – luogo nel quale ha un peso azionario sufficiente a determinare ogni
    decisione presa in conflitto con i propri interessi?
  4. Nello specifico, ritiene che in quella sede il Comune debba sollecitare Regione e
    Governo a sottoscrivere -anche a titolo compensativo- un patto per Città Studi e
    finanziare un progetto per rilanciare lo storico connubio tra ricerca e industria
    nell’area Città Studi-Lambrate?

 

testi integrali degli interventi e delle slides

 

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