Una discussione fuori fuoco

Alla fine, dopo diversi mesi di rinvii, la Mozione del M5S di Municipio III per Città Studi-Expo  è arrivata in aula ed è stata votata, insieme all’ordine del giorno presentato dal PD, Lista “Noi Milano” e Sinistra per Milano.

Anche noi eravamo li con “nutrita delegazione :-)” e ancora una volta gli argomenti più significativi li abbiamo ascoltati provenire dal pubblico. Ottimi gli interventi di Bernardo Notarangelo e Michele Sacerdoti, ma qui citiamo l’intervento di Gabriele Mariani che a nostro parere meglio di tutti ha interpretato lo spirito propositivo della serata, sollecitando il municipio 3 a osare di più:

L’assessore all’urbanistica del Municipio 3 Bruzzese ha recentemente detto alla stampa che “non possiamo dire di NO” allo spostamento della Statale. Ma in realtà può fare e può fare molto: asterebbe una delibera del Municipio3  nella quale  venga richiamato l’art. 37 comma 5 del Piano delle Regole del Comune di Milano.

“Gli immobili (…)degli enti di interesse pubblico (…) non più strumentali all’esercizio delle proprie funzioni istituzionali, previa comunicazione al Comune di Milano, assumono, senza bisogno di variante al Piano (…) le funzioni urbane (…)” [del contesto di appartenenza – ndr].

“le facoltà di cui al presente comma possono essere assunte solo a seguito di specifico atto di assenso del Comune, da eseguirsi mediante deliberazione della Giunta Comunale”

Agli auspici dell’assessore Maran (manterremo la vocazione universitaria)  il Municipio 3 potrebbe dare un chiaro segnale politico richiamando, con una propria delibera,  la Giunta Comunale all’esercizio di un atto di responsabilità attraverso un atto tangibile e concreto : deliberare contro il cambio di destinazioni d’uso delle aree oggetto della speculazione immobiliare.

A proposito degli interventi dei consiglieri: da un lato avremmo ascoltato volentieri meno attacchi personali, meno ‘ve l’avevamo detto’, meno richiami ad inchieste che nulla c’entrano con il merito e più merito appunto. Dall’altro avremmo voluto ascoltare meno interventi formali, meno interventi ripiegati sull’assunto “non possiamo dire no”,  e più consapevolezza delle gravi conseguenze nei confronti del quartiere. Va dato atto del tentativo dell’assessore Bruzzese di dare un colpo d’ala alla discussione, entrando nel merito di alcuni punti salienti del proprio odg e anche altri interventi han cercato di tenere quanto meno aperta la porta al dubbio. Ma non c’è nulla da fare: la discussione non decolla, il problema è nel manico, in questo documento che “per non poter dire, non dice”.

Con questo ordine del giorno infatti, il municipio 3 rinuncia a chiedere un piano alternativo per città studi volto a rendere attrattiva per la statale l’opzione di rimanere, nell’ottica di creare un polo scientifico dove già ci sono Politecnico CNR ed altri istituti di ricerca. Subordina qualsiasi decisione alla conferma del trasferimento della Statale e degli ospedali. Lascia qualche ambiguità sulle richieste per il dopo -trasferimento: tra piano strategico di zona, piano per città studi e analisi di fattibilità. Infine, non chiede nemmeno che venga effettuata una l’analisi di fattibilità per un piano per città studi che tenga conto della permanenza statale: peccato perché questo è un elemento di confronto ancora mancante, che invece per trasparenza sarebbe indispensabile avere.

 

 

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1 Comment

  1. La totale sudditanza del Municipio 3 alle direttive di partito sta cominciando a diventare imbarazzante e, soprattutto, pericolosa per noi residenti.

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