Manifesto per Città Studi

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Noi, cittadini, studenti, lavoratori, docenti, ricercatori, riuniti nell’Assemblea di Città Studi, coordinamento dei gruppi “Che Ne Sarà di Città Studi“, “Ilight”, “Progetto Lambrate”, “RSU-UniMi” e “Salviamo Città Studi”,

ESPRIMIAMO

la nostra ferma e decisa opposizione al trasferimento dell’Università Statale da Città Studi a Rho nell’ex area Expo.

Riteniamo che questo trasferimento sia sbagliato perché

  • Non fa gli interessi dell’Università Statale costretta ad abbandonare la città, riducendo gli spazi e indebitandosi per decenni nonostante la situazione già precaria in cui versa, rischiando inoltre di asservire la ricerca a interessi privati.
  • Non fa gli interessi della città, che sacrificherà una delle sue aree più ricche dal punto di vista umano, culturale e sociale a favore di un sito isolato, lontano dal centro e chiuso tra tangenziali e svincoli autostradali.
  • Uccide un quartiere attivo e vitale che interagisce da sempre con le attività di didattica e di ricerca universitaria e con gli Istituti Besta e Tumori. Da qui il nome “Città Studi”.

Il trasferimento è presentato come un’opportunità per creare un polo scientifico d’eccellenza internazionale, ma perché proprio adesso e solo ed esclusivamente nell’area Expo di Rho?

L’idea nasce dalla necessità di colmare il debito lasciato da Expo e dall’assenza di acquirenti per il sito, come anche dichiarato pubblicamente dal Presidente di Arexpo, i cui azionisti sono Governo, Regione e Città metropolitana.

Visti gli interessi anche politici in gioco, le istituzioni – l’Università e il Comune di Milano – dimostrano nei fatti di assecondare questo dannoso progetto di trasferimento dell’Ateneo da Città Studi a Rho. I processi decisionali hanno escluso di fatto cittadini, studenti e personale universitario. A nulla servono i finti percorsi di partecipazione messi in campo, utili solo a salvare le apparenze, così come le contraddittorie rassicurazioni propagandate. 


CHIEDIAMO A GRAN VOCE E PROPONIAMO

  • Che l’Università Statale, con le sue facoltà scientifiche, resti a Città Studi dove si è sviluppata in simbiosi con il quartiere stesso che vanta la presenza di diversi enti di ricerca e del Politecnico oltre a possibilità di espansione assenti a Expo, quali lo scalo di Lambrate o aree limitrofe.
  • Che le ingenti risorse disponibili siano utilizzate per un piano di riqualificazione e sviluppo di un Campus cittadino senza che siano subordinate al ricatto “o Expo o niente”. Occorre mantenere e potenziare l’interazione tra università e quartiere della quale beneficiano sia cittadini che universitari.

Invitiamo tutti i cittadini, gli studenti, i ricercatori, i docenti, i residenti, i lavoratori dell’università, i commercianti, i professori, gli abitanti del quartiere, le associazioni, i sindacati, le organizzazioni politiche, i gruppi formali e informali, a supportare la nostra battaglia a difesa del quartiere universitario.


Lo spazio per il grande Campus scientifico di Milano esiste già, il suo nome è Città Studi

 

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1 Comment

  1. Tutto più che giusto ..Penso che oltre.che scrivere si debba agire in qualche modo ,innanzitutto diffondendo il più ampiamente possibile anche tra i cittadini abitanti del quartiere queste . verità.

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