Perché siamo contrari al trasferimento


’impegno di ognuno di noi parte dall’interesse verso una causa che ci sta particolarmente a cuore: il nostro quartiere; ma è un impegno civico che travalica il particolarismo per difendere dei principi universali, quelli del buon governo di tutta la città, della cosa pubblica.

E su questo principio si fonda la coesione che si è creata tra le varie componenti del quartiere, che ha dato vita al soggetto Assemblea di Città Studi che ha scritto un Manifesto per Città Studi al quale è possibile aderire a questo link  (10)

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Il “busillis” dei 130 milioni di euro


I fondi che verranno usati per il trasferimento non vengono affatto dall’Unione Europea ma dal governo (e quindi dai cittadini italiani).

Non è dunque l’Europa che invita a sostenere il progetto, ma il Governo (in accordo con Regione e Comune) che ha stanziato i fondi e ne sta interamente sostenendo l’opportunità e la fattibilità.

Scopo del presente articolo è fare chiarezza sui fondi che vengono utilizzati per riqualificare l’area Expo, con un particolare riferimento alle implicazioni di questa scelta per il trasferimento delle facoltà scientifiche dell’università Statale di Milano.

Sull’EMA: mezze bugie e qualche verità


Sono tante le nazioni in coda, che aspettano di posare la loro bandiera sul tavolo dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA).
Con tutta questa agguerrita concorrenza, Il fatto che possa addirittura sbarcare a Città Studi, sembra essere una di quelle boutade buona per le dichiarazioni di un giorno e utile ad alimentare i post degli amici su Facebook 🙂

Gemellati a forza


Milano è gemellata con molte città in Italia e nel mondo.
Ai cittadini di Città Studi ‘gemellati a forza’ con Rho-Pero, il comune dice che la scelta è stata di altri e che non può fare nulla, ma non è vero: può per esempio portare il tema di Citta Studi all’attenzione dei soci di Arexpo – la società che ha pianificato il trasferimento e nella quale Palazzo Marino ha il peso azionario sufficiente a determinare ogni iniziativa presa contro i propri interessi

La nostra lettera aperta a Beppe Sala


Un invito a riconsiderare le sue politiche nei confronti di Città Studi e del post-Expo: è questo l’appello che abbiamo rivolto al sindaco di Milano nella lettera aperta inviata il 18 gennaio.

Paventiamo il possibile declino dei nostri quartieri -Città Studi, Lambrate e Rubattino – e denunciamo l’assenza di pianificazione, la mancanza di interventi strategici risolutivi dei cronici problemi dell’area ex-industriale di Rubattino e il disastro che a nostro avviso incombe sul futuro della periferia di Zona 3 se le politiche urbanistiche –e non solo- della Giunta Sala non saranno seriamente riviste.